CIAO, DORMO FUORI 

Questo progetto, promosso dalla cooperativa sociale “Il Sogno di una Cosa” e per il quale è stato richiesto il contributo della Fondazione CRT (bando Vivomeglio), nasce dalla riflessione sul tema dei riti di passaggio, che scandiscono il percorso di vita di ciascuno. Nella crescita verso l’autonomia il giovane con disabilità incontra due tipi di ostacoli: da una parte le difficoltà legate al suo deficit, dall’altra gli atteggiamenti di timore e le ambivalenze dell’ambiente che interferiscono con il suo grado di autonomia potenziale, raggiungibile pur nella situazione di svantaggio.

Spesso i genitori e i familiari, ma anche la gente che il ragazzo disabile incontra, talvolta gli stessi operatori e/o insegnanti, sviluppano nei suoi confronti un atteggiamento assistenziale e protettivo che ne limita l’acquisizione di indipendenza.

Tra gli operatori che si occupano di persone con ritardo mentale è ben radicata la convinzione dell’importanza dell’educazione all’autonomia per il loro sviluppo intellettivo e la loro inclusione sociale. E’ indubbio come una buona autonomia personale sia poi, andando avanti, prerequisito fondamentale per l’integrazione sociale di giovani e adulti con disabilità intellettiva.

Molte conquiste però, in particolare nell’ambito dell’autonomia esterna, sono difficilmente raggiungibili in ambito familiare, soprattutto se ci riferiamo al periodo dell’adolescenza o degli anni a venire, momenti in cui il ragazzo con disabilità, così come qualsiasi altro coetaneo, inizia a manifestare il desiderio di distacco dai genitori anche solo temporaneo.

Al tempo stesso anche per i genitori riconoscere e accettare che il loro figlio stia diventando grande è spesso difficile e tale processo va in qualche modo sostenuto. L’autonomia si sposta da dentro a fuori casa, ad esempio: all’autonomia del lavarsi, vestirsi e mangiare da soli, si affianca l’autonomia negli acquisti e negli spostamenti.

Il progetto persegue un triplice scopo:

  • offrire esperienze di normalità che accomunano tutti i giovani,
  • cogliere l’occasione per accrescere l’educazione all’autonomia esterna,
  • sensibilizzare i genitori ad affiancare il lavoro degli operatori.

I beneficiari del progetto Ciao, dormo fuori sono 14 giovani dai 18 ai 34 anni, con disabilità medio-lieve o medio o medio-gravi, residenti nei Comuni della Valle di Susa. Quattro giovani frequentano il C.A.D. “Per filo e per segno” di Sant’Antonino, gestito dalla cooperativa, gli altri giovani sono seguiti dai Servizi Sociali del Consorzio Con.I.S.A. Valle di Susa.

In particolar modo il progetto si rivolge a quei giovani con una disabilità non grave che, ultimato il percorso scolastico, hanno meno opportunità di seguire delle attività educative strutturate perché non hanno le caratteristiche per essere presi in carico dai Servizi diurni territoriali, ma allo stesso tempo non sono così abili da intraprendere un percorso d’inserimento lavorativo.

Le attività previste dal progetto sono le seguenti:

  • Uscite “24 ore fuori casa”– organizzazione n. 4 uscite di due giorni, con cadenza trimestrale, rivolto a un gruppo di sette ragazzi disabili.
  • Minisoggiorni- organizzazione di due brevi soggiorni:
    1. Soggiorno di tre giorni in campeggio con la tenda in Toscana, rivolto a un gruppo di nove ragazzi disabili;
    2. Soggiorno all’estero, a Lione (Francia), per la durata di tre giorni, rivolto a nove ragazzi disabili.
      La durata del progetto è di 18 mesi.

Partners in questo progetto sono:

* il Consorzio Intercomunale CON.I.SA. “Valle di Susa” di Susa (TO),

* il Comune di Avigliana (TO),

* l’Associazione Culturale P.P.L.A.F. di Avigliana (TO),

* la Società G.S. di Avigliana (TO),

* la Società Cooperativa GAIA di Villarfocchiardo (TO),

* l’Associazione di Promozione Sociale RADIOOHM di Chieri (TO).

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